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DIOSSINE E PCB: MEGLIO TARDI CHE MAI! FINALMENTE L’ARPA EFFETTUA LE MISURE DI RICADUTA AL SUOLO ANCHE A CHIARI OLTRE A BRESCIA, TRAVAGLIATO E ODOLO. PDF Stampa E-mail
Scritto da Presidente   
Lunedì 18 Gennaio 2010 09:53

ChiariAmbiente da molto tempo ha segnalato la necessità di poter disporre di dati oggettivi in merito all’inquinamento ambientale, con particolare riguardo alle diossine, PCB, metalli pesanti ed alla loro ricaduta sul suolo.
Finalmente, è stata data la notizia della nuova campagna di monitoraggio da parte dell’ARPA delle polveri sedimentate, seppur partita con grande ritardo rispetto ad altre regioni italiane, che consentirà ai cittadini di avere un minimo di informazione e alle istituzioni di adottare i provvedimenti del caso
ChiariAmbiente, ha stimolato questa attività con tre esposti alla Procura della Repubblica, comunicati stampa e una capillare attività di informazione; ha anche trasmesso ai responsabili provinciali una comunicazione del prof. Federico Valerio, direttore del dipartimento di chimica dell’Istituto Tumori di Genova, che, tra l’altro, evidenziava la mancanza di informazioni dal territorio della nostra provincia “dove le fonti industriali di diossina e PCB abbondano”.
Sul sito dell’associazione www.chiariambiente.it sono disponibili altri documenti sull’argomento.
In merito alle Diossine e PCB ChiariAmbiente ha avanzato anche le seguenti osservazioni e proposte:
1) Riduzione delle emissioni di diossine in aria consentite negli impianti industriali da 0,5 ng/Nm3 a 0,4 ng/Nm3, come già stabilito per gli impianti del Friuli e della Puglia;
2) Determinazione da parte dell’ARPA del tenore di ossigeno di riferimento nei fumi dove si effettuano le misure, per ogni tipo di impianto. Senza questo riferimento le misure non sono confrontabili e una maggior diluizione dei fumi con aria può alterare le misure;
3) Maggiori controlli da parte dell’ARPA. Non è saggio affidarsi quasi completamente ai dati rilevati dalle aziende produttrici;
4) Adozione del lavaggio del truciolo di ottone con detersivi anche presso le Trafilerie Carlo Gnutti di Chiari come già adottato da diverse fonderie di ottone della provincia di Brescia (questa tecnica incide in maniera molto importante sulla riduzione delle diossine);
5) Revisione delle aree critiche lombarde per l’inquinamento dell’aria includendo i comuni interessati da grossi insediamento produttivi e ampliamento della rete di monitoraggio dell’aria da parte dell’ARPA.
6) Campagne di monitoraggio per stabilire il grado di inquinamento della catena alimentare e delle persone (con particolare riferimento ai giovani) dove le condizioni epidemiologiche e la presenza di grossi impianti industriali lo rendano necessario.


Mentre l’incidenza dei tumori nella provincia di Brescia è la più alta d’Italia (vedi dossier sulla qualità della vita del sole 24 ore) le risposte che l’assessore all’ambiente della Regione Lombardia ha dato sono inadeguate.
Basta con la demagogia, con le verità nascoste e con lo “scarica barile”! La salute delle persone deve essere un obbiettivo primario dell’agenda politica lombarda e non può diventare merce di scambio per gli interessi di parte.
I candidati al governo della Regione Lombardia devono rendere conto agli elettori dei loro comportamenti e dei loro programmi.
Giuseppe Ramera
Presidente di ChiariAmbiente

 

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