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ChiariAmbiente
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9 Agosto 2010: cosa succede alla Gnutti ? |
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Scritto da chiariambiente
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Mercoledì 11 Agosto 2010 08:48 |
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Secondo le nostre testimonianze la fumata è durata per più di due ore e qualcuno ha chiamato anche i carabinieri. Sospettiamo un guasto al sistema di filtrazione ma attendiamo come sempre una spiegazione, speriamo plausibile, da parte dell'azienda.
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Appello contro l'inquinamento a Chiari |
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Scritto da ChiariAmbiente
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Sabato 15 Maggio 2010 15:02 |
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CHIEDIAMO 1. Potenziamento del registro Tumori della Provincia di Brescia, al fine di avere a disposizione dei dati di incidenza e mortalità per le neoplasie “scientificamente rilevanti”; 2. Caratterizzazione e messa in sicurezza delle aree inquinate di Chiari secondo le modalità già adottate dalla Regione Veneto;
3. Riduzione, in applicazione della normativa comunitaria (Decisione del Consiglio 2004/259/CE), del limite di emissione di diossina a 0.4 ng TE/m3 -0.4 nanogrammi per metro cubo normalizzato (valore espresso in tossicità equivalente), attraverso la modifica del Dlgs 152/2006 o attraverso la stipula di specifici accordi d'intesa tra lo Stato, la Regione Lombardia, la Provincia di Brescia, il Comune di CHIARI, e i gestori degli impianti industriali (art.5 co. 20 del D.L.vo 59/2005);
4. SOSPENSIONE dell' Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) alle Trafilerie Carlo Gnutti se la società non produce i dati e i documenti relativi:
A) alle tecnologie utilizzate per prevenire o ridurre le emissioni inquinanti (in particolare, PCDD-PCDF (diossine), polveri di metalli pericolosi, IPA e COV clorurati); B) alle misure previste per controllare tali emissioni; C) alle migliori tecniche disponibili utilizzate per prevenire o ridurre tali emissioni; D) alla determinazione e stima delle sostanze pericolose immesse in aria, in acqua e nel suolo a Chiari;
5. Predisposizione a brevissimo termine di un monitoraggio 24 ore su 24, ad opera dell’ARPA Lombardia, delle emissioni inquinanti degli impianti della TRAFILERIE CARLO GNUTTI S.p.A.
FIRMA L'APPELLO
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Striscia la notizia a Chiari sull'inquinamento ! |
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Scritto da Raffaele
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Martedì 11 Maggio 2010 22:10 |
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ChiariAmbiente su Report del 21 marzo 2010 |
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Lettera Aperta al Prefetto della Provincia di Brescia |
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Scritto da Giuseppe Ramera
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Venerdì 05 Febbraio 2010 14:30 |
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Oggetto: 5 febbraio 2010: Il Prefetto di Brescia incontra la città di Chiari. Egr. Signor Prefetto, In occasione del suo incontro con la città di Chiari, “ChiariAmbiente”, gruppo locale di ACLI Anni Verdi, le porge un cordiale saluto ed un augurio di un proficuo lavoro a favore della comunità bresciana. In particolare la nostra associazione si augura che lei possa contribuire in modo decisivo alla soluzione delle gravi emergenze ambientali che affiggono la città di Chiari e la provincia di Brescia. Le aree inquinate, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua minacciano la catena alimentare e la salute dei clarensi e dei bresciani. In veneto, per esempio, si sta procedendo alla mappatura sistematica delle aree inquinate. Non possiamo dimenticare che un’indagine del “Sole 24 ore” ha recentemente certificato il primato della provincia di Brescia sulle altre province Italiane per le morti da Tumore, nel 2006. La provincia di Brescia rispetto alle altre province lombarde vanta tragici primati in materia di malattie legate all’inquinamento e di ricoveri ospedalieri. I nostri due esposti del luglio 2006 e del dicembre 2006 che abbiamo inviato anche all’attenzione del Prefetto di Brescia non hanno avuto risposte esaurienti. La nostra denuncia del marzo 2009 alla commissione Europea ha avuto solo risposte parziali che non incidono sulla sostanza degli argomenti da noi denunciati. L’ARPA ha certificato che a Chiari l’inquinamento da “PM10” è più grave di quello di Brescia ma la nostra cittadina non è inserita nelle aree critiche per l’inquinamento dell’aria in Lombardia. Nel PM10 clarense si può ritenere certa la presenza significativa di diossine e metalli tossici. In questo contesto non possiamo accettare che la più grossa fonderia di ottone d’Europa e forse del mondo, venga autorizzata a raddoppiare le emissioni dal suo camino principale in violazione alle norme vigenti, senza una valutazione di impatto ambientale che certifichi la compatibilità con la qualità della vita dei Clarensi. In sintesi, noi crediamo che la città di Chiari sia oggetto di grossi soprusi che danneggiano l’ambiente e la salute dei cittadini e confidiamo nella sua azione per ottenere giustizia e verità. Cordiali saluti CHIARI (Bs), 4 febbraio 2010 _____________________________________
Giuseppe Ramera Presidente“ChiariAmbiente ”Gruppo locale di ACLI Anni Verdi
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DIOSSINE E PCB: MEGLIO TARDI CHE MAI! FINALMENTE L’ARPA EFFETTUA LE MISURE DI RICADUTA AL SUOLO ANCHE A CHIARI OLTRE A BRESCIA, TRAVAGLIATO E ODOLO. |
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Scritto da Presidente
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Lunedì 18 Gennaio 2010 09:53 |
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ChiariAmbiente da molto tempo ha segnalato la necessità di poter disporre di dati oggettivi in merito all’inquinamento ambientale, con particolare riguardo alle diossine, PCB, metalli pesanti ed alla loro ricaduta sul suolo. Finalmente, è stata data la notizia della nuova campagna di monitoraggio da parte dell’ARPA delle polveri sedimentate, seppur partita con grande ritardo rispetto ad altre regioni italiane, che consentirà ai cittadini di avere un minimo di informazione e alle istituzioni di adottare i provvedimenti del caso ChiariAmbiente, ha stimolato questa attività con tre esposti alla Procura della Repubblica, comunicati stampa e una capillare attività di informazione; ha anche trasmesso ai responsabili provinciali una comunicazione del prof. Federico Valerio, direttore del dipartimento di chimica dell’Istituto Tumori di Genova, che, tra l’altro, evidenziava la mancanza di informazioni dal territorio della nostra provincia “dove le fonti industriali di diossina e PCB abbondano”. Sul sito dell’associazione www.chiariambiente.it sono disponibili altri documenti sull’argomento. In merito alle Diossine e PCB ChiariAmbiente ha avanzato anche le seguenti osservazioni e proposte: 1) Riduzione delle emissioni di diossine in aria consentite negli impianti industriali da 0,5 ng/Nm3 a 0,4 ng/Nm3, come già stabilito per gli impianti del Friuli e della Puglia; 2) Determinazione da parte dell’ARPA del tenore di ossigeno di riferimento nei fumi dove si effettuano le misure, per ogni tipo di impianto. Senza questo riferimento le misure non sono confrontabili e una maggior diluizione dei fumi con aria può alterare le misure; 3) Maggiori controlli da parte dell’ARPA. Non è saggio affidarsi quasi completamente ai dati rilevati dalle aziende produttrici; 4) Adozione del lavaggio del truciolo di ottone con detersivi anche presso le Trafilerie Carlo Gnutti di Chiari come già adottato da diverse fonderie di ottone della provincia di Brescia (questa tecnica incide in maniera molto importante sulla riduzione delle diossine); 5) Revisione delle aree critiche lombarde per l’inquinamento dell’aria includendo i comuni interessati da grossi insediamento produttivi e ampliamento della rete di monitoraggio dell’aria da parte dell’ARPA. 6) Campagne di monitoraggio per stabilire il grado di inquinamento della catena alimentare e delle persone (con particolare riferimento ai giovani) dove le condizioni epidemiologiche e la presenza di grossi impianti industriali lo rendano necessario. Mentre l’incidenza dei tumori nella provincia di Brescia è la più alta d’Italia (vedi dossier sulla qualità della vita del sole 24 ore) le risposte che l’assessore all’ambiente della Regione Lombardia ha dato sono inadeguate. Basta con la demagogia, con le verità nascoste e con lo “scarica barile”! La salute delle persone deve essere un obbiettivo primario dell’agenda politica lombarda e non può diventare merce di scambio per gli interessi di parte. I candidati al governo della Regione Lombardia devono rendere conto agli elettori dei loro comportamenti e dei loro programmi. Giuseppe Ramera Presidente di ChiariAmbiente
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