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ChiariAmbiente
Comunicato stampa PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaele   
Domenica 11 Marzo 2012 21:39

Oggetto: Come si fa a dire che cadono le accuse di Inquinamento?

La stampa locale (il 13 gennaio Bresciaoggi e il 14 gennaio Giornale di Brescia) ha dato ampio risalto alle recenti analisi commissionate dalle Trafilerie Carlo Gnutti di Chiari  alla ditta Sieco, eseguite sul giardino- frutteto confinante con le Trafilerie, in via S Bernardino.

Gli articoli affermano che i dati rilevati farebbero cadere tutte le accuse di inquinamento nei confronti dello stabilimento confinante e riportano le dichiarazioni del Sindaco che  assolvono l’azienda da ogni responsabilità.

La questione riguarda  il giardino/frutteto sito in via S. Bernardino a confine con le Trafilerie, nel quale ARPA, in una campagna di analisi di oltre due anni fa, aveva riscontrato la presenza di un forte inquinamento da metalli pesanti e diossine. Era stata la Provincia di Brescia (e non i gruppi ambientalisti) a individuare per la prima volta, dopo approfondite valutazioni, le Trafilerie Gnutti come causa dell’inquinamento e aveva di conseguenza emesso ordinanza alla Azienda stessa per la bonifica di tali terreni. È nell’ambito delle procedure di bonifica intraprese, le quali comportano analisi più approfondite e dettagliate, che l’Azienda ha fatto effettuare il confronto suddetto tra la composizione delle diossine ritrovate nel terreno e quelle emesse da uno dei camini dello stabilimento. La composizione non è risultata completamente sovrapponibile o coincidente. Di qui l’appiglio dell’Azienda per richiedere alla Provincia di Brescia la convocazione di una nuova Conferenza dei Servizi ritenendo che dall’esito di quel confronto di composizione possa scaturire una sua estraneità all’inquinamento rilevato nel giardino e frutteto confinanti.

A seguire, con una posizione che va addirittura oltre le valutazioni dell’Azienda, il Sindaco di Chiari, senza il conforto di una valutazione tecnica alternativa, si è fatto immediatamente paladino di un’assoluzione piena e ha invitato cittadini e associazioni ambientaliste a “ smettere di demonizzare il prezioso stabilimento”.

Noi di ChiariAmbiente, chiamati in causa a sproposito, ci limitiamo per il momento a fare le seguenti semplici considerazioni:

- il livello riscontrato di concentrazione di rame e zinco nel terreno è risultato da 7 a 10 volte il limite tollerato dalle norme!

- il rame e lo zinco sono la base della lega di ottone: la domanda giusta da porsi è come possono essersi depositati sul quel terreno.

- il livello di concentrazione di diossine nel terreno, variabile da 4 a 6 volte il limite tollerato dalle norme, è una realtà certificata dall’ARPA e ora anche dalla ditta Sieco. Ipotizzando che la diossina non sia arrivata dallo stabilimento confinante ma provenga da altre fonti più lontane, allora è possibile che altri terreni di Chiari siano nelle stesse condizioni. Perché le diossine sarebbero finite tutte lì e non anche altrove? Non è certamente un dato di cui ci si può rallegrare.

- da ultimo è necessario soffermarsi sul confronto tra la composizione delle diossine nel terreno  e quelle emesse da un camino dello stabilimento (i camini a rischio emissioni di diossina sono più di uno). Dallo studio «fingerprint di diossine» firmato dalla Sieco s.r.l. non si può affermare che il profilo nel terreno sia correlabile a quello alle emissioni del camino E3, ma bisogna tener presente che la formazione di diossine durante il processo industriale può variare sensibilmente. Il metodo utilizzato è considerato di difficile applicazione e sarebbe quindi utile avere diversi profili in tempi diversi, per sostenere meglio l’ipotesi sull’origine delle diossine nel terreno. Ad esempio, il metodo dei “cestini” per misurare la ricaduta al suolo degli inquinanti potrebbe dare indicazioni molto più precise. In ogni caso le certificazioni dell’ARPA dimostrano che dalle ciminiere delle Trafilerie Gnutti escono molte diossine.

Per concludere, ciò che è stato scritto e detto è fuorviante perché cerca di nascondere la verità molto amara dell’inquinamento clarense. Riteniamo quantomeno superficiali le affermazioni del Sindaco che si è spinto oltre le considerazioni della Gnutti stessa. La riduzione dei rischi per la salute dei Clarensi dovrebbe rientrare fra le sue principali preoccupazioni.

Chiari, 03 febbraio 2012

Giuseppe Ramera
Presidente di ChiariAmbiente

Gruppo Ambientale di ACLI Anni Verdi

 
Lettera aperta al Sindaco sulla situazione della salute e dell'ambiente a CHIARI PDF Stampa E-mail
Scritto da chiariambiente   
Giovedì 28 Luglio 2011 16:56

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L'incredibile risposta data dal Sindaco attraverso le pagine di ChiariWeek: " Non ho nulla di rispondere... per

me parlano i fatti".  Cioè il nulla del nulla che ha fatto in 7 anni. Vergogna !

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Risposta dell'ASL al nostro quesito sui lavoratori Gnutti PDF Stampa E-mail
Scritto da chiariambiente   
Mercoledì 11 Maggio 2011 17:24

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La Gnutti minaccia: ma noi siamo in buona fede come sempre PDF Stampa E-mail
Scritto da ChiariAmbiente   
Sabato 09 Aprile 2011 09:57

 
Innalzamento dei tumori nel Bresciano PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Celestino Panizza   
Martedì 29 Marzo 2011 08:39

Caro direttore,
Sulla stampa locale è stata data evidenza all’incremento a Brescia dei tumori infantili del 8% rispetto all’anno precedente. Il dato è di per sé preoccupante ed è particolarmente drammatico se confrontato con l’aumento medio annuale che si registra a livello nazionale.
In Italia, i tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età  l’incremento è addirittura del 3.2% annuo.
Tali tassi di incidenza in Italia  sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138 casi 1990-98), Svizzera (141 casi  1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per  tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via.
Il dato  riferito per Brescia dovrebbe far sobbalzare l’opinione pubblica e richiedere un intervento immediato delle Autorità politiche e sanitarie in primo luogo dell’ASL ed in caso di smentite questi  dovrebbero fornire in proposito dati puntuali e dettagliati.
Come ho in più occasioni sollevato pubblicamente, Brescia è in una situazione di inquinamento ambientale preoccupante e non basta affidarsi alle cure dei danni prodotti ma pensare a interventi di Prevenzione Primaria, ovvero alla tutela della Salute Pubblica attraverso la riduzione della esposizione (ambientale, professionale ed in qualsivoglia altra  forma)  a sostanze  tossiche cancerogene o comunque nocive per la salute umana. 
Non è vero che le cause ambientali sono solo ipotesi. Infatti sempre maggiori sono le evidenze di associazioni tra esposizioni ambientali ad inquinanti  alla nascita (o ancor prima) e l’insorgenza di malattie neurologiche, respiratorie e di come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita  adulta. Nello scorso ottobre anche la Società Italiana di Pediatria riconosceva che è un “dato che emerge da centinaia di studi scientifici” che la diffusione in ambiente di molecole in grado di interferire pesantemente sull’embrione, del feto e del bambino possono produrre danni gravissimi.
A Brescia si deve prendere consapevolezza che è necessario pensare che ogni progetto che si mette in campo: dalla gestione del territorio, all’uso dell’energia, al traffico, alla salvaguardia delle fonti di approvvigionamento dell’acqua che beviamo e dell’aria che respiriamo deve prevedere obiettivi di riduzione dell’inquinamento perché i dati che ormai sono evidenti e convergenti  rappresentano una situazione che è ormai sotto gli occhi di tutti.

Dott. Celestino Panizza
Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE Italia)

 
Malattie a Chiari PDF Stampa E-mail
Scritto da ChiariAmbiente   
Domenica 27 Marzo 2011 19:59

Spett.le ASL di Brescia
Servizio PSAL
Corso Matteotti, 21 -25122 BRESCIA
Alla C.A. della Dott.ssa Domenica Sottini
FAX: 030-3838.540

Egr. sig. Sindaco di Chiari
Sede

e.p.c.  Egr. sig. Consiglieri Comunali di Chiari
Sede




Oggetto: Malattie a Chiari.


ChiariAmbiente, da molto tempo, ha segnalato alle istituzioni responsabili l’impatto che le emissioni inquinanti delle Trafilerie C. Gnutti possono avere sulla salute dei Clarensi e ha sottoposto le proprie preoccupazioni al dott. Bai del comitato scientifico di Legambiente.

Il dott. Bai ci ha riferito di un controllo effettuato sulla mortalità dei dipendenti delle Trafilerie C. Gnutti i cui risultati sarebbero stati trasmessi all’ASL di Brescia.

In relazione a questo fatto, vi chiediamo di fornire ai Clarensi informazioni in merito all’eventuale eccesso di tumori fra i dipendenti delle Trafilerie C. Gnutti.

Nel caso tale dato sia confermato, vi chiediamo di indagare anche su un eventuale aumento di incidenza di patologie neoplastiche fra i residenti nelle immediate vicinanze dell’azienda.

Aspettiamo una vostra comunicazione in merito.
Cordiali saluti


Chiari 28 marzo 2011

 
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