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Oggetto: Come si fa a dire che cadono le accuse di Inquinamento?
La stampa locale (il 13 gennaio Bresciaoggi e il 14 gennaio Giornale di Brescia) ha dato ampio risalto alle recenti analisi commissionate dalle Trafilerie Carlo Gnutti di Chiari alla ditta Sieco, eseguite sul giardino- frutteto confinante con le Trafilerie, in via S Bernardino.
Gli articoli affermano che i dati rilevati farebbero cadere tutte le accuse di inquinamento nei confronti dello stabilimento confinante e riportano le dichiarazioni del Sindaco che assolvono l’azienda da ogni responsabilità.
La questione riguarda il giardino/frutteto sito in via S. Bernardino a confine con le Trafilerie, nel quale ARPA, in una campagna di analisi di oltre due anni fa, aveva riscontrato la presenza di un forte inquinamento da metalli pesanti e diossine. Era stata la Provincia di Brescia (e non i gruppi ambientalisti) a individuare per la prima volta, dopo approfondite valutazioni, le Trafilerie Gnutti come causa dell’inquinamento e aveva di conseguenza emesso ordinanza alla Azienda stessa per la bonifica di tali terreni. È nell’ambito delle procedure di bonifica intraprese, le quali comportano analisi più approfondite e dettagliate, che l’Azienda ha fatto effettuare il confronto suddetto tra la composizione delle diossine ritrovate nel terreno e quelle emesse da uno dei camini dello stabilimento. La composizione non è risultata completamente sovrapponibile o coincidente. Di qui l’appiglio dell’Azienda per richiedere alla Provincia di Brescia la convocazione di una nuova Conferenza dei Servizi ritenendo che dall’esito di quel confronto di composizione possa scaturire una sua estraneità all’inquinamento rilevato nel giardino e frutteto confinanti.
A seguire, con una posizione che va addirittura oltre le valutazioni dell’Azienda, il Sindaco di Chiari, senza il conforto di una valutazione tecnica alternativa, si è fatto immediatamente paladino di un’assoluzione piena e ha invitato cittadini e associazioni ambientaliste a “ smettere di demonizzare il prezioso stabilimento”.
Noi di ChiariAmbiente, chiamati in causa a sproposito, ci limitiamo per il momento a fare le seguenti semplici considerazioni:
- il livello riscontrato di concentrazione di rame e zinco nel terreno è risultato da 7 a 10 volte il limite tollerato dalle norme!
- il rame e lo zinco sono la base della lega di ottone: la domanda giusta da porsi è come possono essersi depositati sul quel terreno.
- il livello di concentrazione di diossine nel terreno, variabile da 4 a 6 volte il limite tollerato dalle norme, è una realtà certificata dall’ARPA e ora anche dalla ditta Sieco. Ipotizzando che la diossina non sia arrivata dallo stabilimento confinante ma provenga da altre fonti più lontane, allora è possibile che altri terreni di Chiari siano nelle stesse condizioni. Perché le diossine sarebbero finite tutte lì e non anche altrove? Non è certamente un dato di cui ci si può rallegrare.
- da ultimo è necessario soffermarsi sul confronto tra la composizione delle diossine nel terreno e quelle emesse da un camino dello stabilimento (i camini a rischio emissioni di diossina sono più di uno). Dallo studio «fingerprint di diossine» firmato dalla Sieco s.r.l. non si può affermare che il profilo nel terreno sia correlabile a quello alle emissioni del camino E3, ma bisogna tener presente che la formazione di diossine durante il processo industriale può variare sensibilmente. Il metodo utilizzato è considerato di difficile applicazione e sarebbe quindi utile avere diversi profili in tempi diversi, per sostenere meglio l’ipotesi sull’origine delle diossine nel terreno. Ad esempio, il metodo dei “cestini” per misurare la ricaduta al suolo degli inquinanti potrebbe dare indicazioni molto più precise. In ogni caso le certificazioni dell’ARPA dimostrano che dalle ciminiere delle Trafilerie Gnutti escono molte diossine.
Per concludere, ciò che è stato scritto e detto è fuorviante perché cerca di nascondere la verità molto amara dell’inquinamento clarense. Riteniamo quantomeno superficiali le affermazioni del Sindaco che si è spinto oltre le considerazioni della Gnutti stessa. La riduzione dei rischi per la salute dei Clarensi dovrebbe rientrare fra le sue principali preoccupazioni.
Chiari, 03 febbraio 2012
Giuseppe Ramera Presidente di ChiariAmbiente
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